Pur di sbarazzarsi del Cavaliere, Fini e Casini
sarebbero pronti a sostenere un premier della Lega. Che effetto le
fa, ministro Calderoli?
«Vuol dire che sono messi proprio male... Si accorgono che il Terzo
Polo non funziona, e ora cercano una strategia per rientrare in
pista».
Forse provano ad ammaliarvi.
«Sì, con il canto delle Sirene... Tempo perso, però. Noi ci
leghiamo al palo come fece Ulisse».
Senza cera nelle orecchie?
«A qualcuno forse bisognerà mettergliela, non certo a me».
Insomma, la risposta qual è?
«No, grazie. Tra l'altro dicono "Maroni premier", ma si capisce che
il vero candidato sarebbe Monti. E noi non siamo così sciocchi da
ingoiare polpette avvelenate».
Quindi ci terremo ancora Berlusconi...
«Bisogna considerarlo un dato scontato. Questa maggioranza esiste e
resiste intorno al nome di Berlusconi. Qualunque altra formula
sarebbe un ribaltone. E un ribaltone oggi non è più possibile,
posso garantirlo nel modo più assoluto».
Che cosa le dà la certezza?
«Tutti gli apporti dei vari responsabili, non me ne faccia fare la
lista, ruotano attorno al fulcro rappresentato dal presidente del
Consiglio. Non esisterebbe niente, in questo momento, senza di
lui».
Lei sta sostenendo, o sbaglio, che la scissione Fli
paradossalmente ha reso il Cavaliere ancora più
determinante?
«E' stata una mossa cieca... Questo il risultato».
Eppure le tensioni tra voi e Berlusconi sono sotto gli
occhi di tutti...
«Tensioni inevitabili, specie su certe materie».
La giustizia?
«Appunto. Non abbiamo la stessa identica visione. La Lega ha votato
certe leggi per dovere di coalizione, per spirito di lealtà, non
certo perché ne fosse persuasa. E ricordo che su Papa da un mese
Bossi diceva di sì all'arresto... Berlusconi conosceva
perfettamente le nostre difficoltà in questo campo».
Tra non molto il problema si riproporrà per un altro
deputato Pdl, cioè Milanese, che di Tremonti è stato collaboratore.
Adotterete lo stesso metro?
«E' presto. Non se ne è ancora discusso nemmeno in Commissione.
Vedremo, sentiremo anche cosa dice Milanese. Perché bisogna saper
distinguere tra le ondate mediatiche e la sostanza».
In che senso?
«Un mese fa i giornali erano pieni della nuova Calciopoli. Però
poi, stringi stringi...».
Poca roba.
«Esatto. Allo stesso modo bisogna verificare per Milanese come per
tutti. Perché è giusto che chi sbaglia paghi, non sarebbe giusto
che pagasse solo perché è un politico».
Nel frattempo le Procure passano di vittoria in
vittoria...
«Vincono (e temo che Berlusconi si arrabbi se lo dico, ma è la
verità) rispetto a certe scelte sulla giustizia molto poco
azzeccate. La politica non può essere affidata a degli
avvocati».
No?
«No. Loro ragionano con il codice in mano. E se fai condurre certe
battaglie ai tuoi legali, ne deriva un danno politico anche quando
quelle battaglie sarebbero sacrosante. Perché le leggi devono
essere fatte avendo come destinatari la generalità dei
cittadini».
E quindi?
«Quindi mi auguro che per il nuovo Guardasigilli la scelta cada su
una persona di assoluta onestà intellettuale e di totale libertà di
giudizio. La quale si "dimentichi" di parlare con gli avvocati del
premier. Altrimenti ne vengono fuori frittate come la leggina sul
Lodo Mondadori che io ho subito definito incostituzionale».
A proposito di Costituzione. Lei è autore della proposta di
riforma varata dal governo.
«Una cosa incredibile».
Prego?
«E' incredibile che debba essere proprio la Lega a fare proposte
per mettere insieme il Nord e il Sud, per costruire un Paese che
funziona. Ancora più incredibile è che qualcuno non lo voglia
capire».
Sta parlando per caso del Pd, di Bersani?
«Li vedo condizionati da logiche miopi, pensano al loro orticello,
si preoccupano di vincere le prossime elezioni quando nemmeno si sa
quando saranno».
E' legittimo, non crede?
«Per carità. Ma intanto, dico io, giocate le vostre carte,
cerchiamo di costruire un'Italia nuova. Qui si tratta di passare
dalla Seconda alla Terza Repubblica. Da un bipolarismo
all'italiana, dove chi perde cerca solo di fregare l'avversario, a
un bipolarismo maturo, dove chi si oppone porta proposte
migliorative e concorrenti. Sarebbe il vero salto di
qualità».
Un po' quello che dice tutti i giorni Napolitano. Lo
criticano perché interviene troppo...
«Ma meno male che c'è lui! Anche e soprattutto quando il Presidente
riempie i vuoti lasciati dalla politica».
Ugo Magri