A quattro giorni dall'annuncio della partecipazione italiana ai
bombardamenti in Libia, le distanze tra Lega e Pdl restano
immutate, se non incrementate. Nel Carroccio l'irritazione è
palpabile e la "linea espressa dal segretario" non sembra destinata
a spostarsi di un millimetro. «Tremonti è impegnato con me a
ritrovare con la Lega i termini di un comune impegno», ha
dichiarato ieri il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,
anche se il suo rapporto con Bossi sembra davvero ai minimi
storici.
«Non è verosimile - spiega il ministro Roberto Calderoli a Il
Sussidiario.net - che la Lega abbia appreso lunedì sera dalle
agenzie di stampa che la natura della missione fosse stata
modificata e che il primo contatto sia avvenuto soltanto qualche
ora dopo lo stesso annuncio. Non è mancata infatti soltanto la
condivisione, ma anche l'informazione. L'aver saputo ieri, senza
alcuna discussione preventiva, che il primo raid era partito è una
cosa che francamente mi ha lasciato stupefatto».
Ministro, ci conferma quindi che la Lega non ne sapeva
nulla?
È evidente che una decisione di questo tipo necessitava di un
accordo diretto tra Berlusconi e Bossi. Questo non è avvenuto, così
come non ci sono state comunicazioni precedenti da parte dei
ministri della Difesa o degli Esteri a Maroni o a me.
Ho ricevuto la chiamata del Presidente del Consiglio quando la
notizia era già stata data. A quel punto ho avvisato immediatamente
Bossi e Maroni, a cui nessuno aveva chiesto di condividere
alcunché. Al Presidente del Consiglio ho fatto poi notare che era
il caso che parlasse direttamente con Bossi. Da quel momento non
sono più a conoscenza di nuovi contatti tra di loro.
Mercoledì nel suo viaggio in aereo con il premier ha
provato a mediare?No, ho confermato la nostra linea che
fra l'altro è la medesima che il premier aveva assunto in Consiglio
dei ministri. Non capisco come possa essere cambiata senza nemmeno
un nuovo passaggio in quella sede. Al di là del grave problema di
forma, infatti, ce n'è anche uno di sostanza.
Pdl e Lega hanno due posizioni
inconciliabili?
Noi abbiamo manifestato le nostre perplessità fin dal primo
momento, dopodiché abbiamo raggiunto la condivisione di una
mozione, indicando però delle condizioni precise: blocco navale
contro l'immigrazione irregolare, condivisione del problema dei
profughi e rispetto accordi commerciali. Di certo non abbiamo
nascosto di preferire una posizione sul modello Germania e non ci
siamo risparmiati di criticare il via libera all'utilizzo delle
basi in assenza di una contropartita valida.
Dopodiché il passo in avanti del premier. Come vi spiegate
questo cambio di rotta? Non voglio fare dietrologia e
perciò mi limito ai fatti: la sua è una decisione sbagliata e
vorremmo intervenire per fargli comprendere l'errore che sta
compiendo. Non ci stiamo inventando posizioni nuove per chissà
quali motivi, è il Presidente del Consiglio ad aver cambiato
idea.
Quali sono le condizioni che ponete per arrivare a una
tregua?
Guardi, non ne ho proprio idea. Dopo il primo raid è tutto
molto più difficile…
Siete pronti ad arrivare fino a una crisi di governo sulla
politica estera?
La politica estera è una cosa, la missione in Libia un'altra, così
come non fa parte del programma elettorale. Non ci sentiamo legati
al programma su questo, anche perché non se ne era mai
parlato.
Ci sarà un voto in Parlamento, anche se il Presidente
Napolitano e il ministro Frattini l'avevano giudicato un passaggio
inutile?
In Parlamento spesso si discute di cose che avranno anche la
massima dignità, ma che rispetto alla decisione di intraprendere
azioni militari nei confronti di un altro paese assumono un peso
irrilevante. Sarebbe paradossale che questo tema non avesse diritto
alla valutazione del Parlamento. Certo, forse qualcuno avrebbe
evitato volentieri questo passaggio, per non incorrere in
imbarazzi. In politica però i nodi vengono al pettine.
C'è lo spiraglio di un compromesso, ad esempio attraverso
una mozione di maggioranza?
L'ultima volta ho contribuito a mettere i caveat per arrivare a un
parere favorevole. In questo momento, sinceramente, non mi viene in
mente niente.
Sembra pessimista su un possibile accordo?
Ad oggi, non vedo vie d'uscita. Si rischia di chiudere la stalla
quando i buoi sono già scappati.
Solo un incontro tra Berlusconi e Bossi può risolvere
questa vicenda?Le ripeto ancora una volta, partito il
primo raid è tutto molto più difficile. Martedì avevo fatto uscire
un comunicato per far capire a tutti che le cose non si risolvono
dicendo che è tutto ok. Dopodiché ci ha pensato Bossi a chiarire
come le cose stessero realmente. Ora è abbastanza irritante sentir
parlare di fibrillazioni interne alla Lega: se c'è un partito in
cui quando parla uno (Umberto Bossi) parlano tutti è proprio il
nostro.
Continua a non escludere la crisi di
governo?
Se è per questo i giornalisti ne parlano da tre anni. Mi limito a
dire che abbiamo fatto bingo: l'immigrazione crescerà ancora, anche
perché stiamo parlando di una guerra civile in cui ogni tribù
cercherà di prevalere sull'altre e una parte della popolazione
cercherà sicuramente rifugio da noi. Per non parlare
dell'incremento delle spese e, di conseguenza, delle tasse. Cosa si
può fare di più, o di peggio?
Carlo Melato