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La Repubblica - Intervista al Ministro Calderoli: gli attacchi a Napolitano? Da Libero e Giornale più danni dell'intera opposizione

Ministro Calderoli, sulla fiducia post-rimpasto Bossi si scusa con Napolitano: come spiega questa marcia indietro?
«Non c´è stata nessuna marcia indietro».
Ma come, venerdì diceva che il premier ha agito secondo le regole mentre ora dice che ha ragione il capo dello Stato.
«Quello che ha detto era vero, ma poi ci sono altri elementi».
Ovvero?
«Bossi non dice mai nulla per caso, non bisogna prendere le dichiarazioni della Lega a pezzi ma nel loro insieme perché siamo l´unica forza politica con un obiettivo e per la sua realizzazione ci sono diverse tappe. Prima volevamo il federalismo, ora vogliamo il decentramento dei ministeri che porteremo a casa con il consenso di tutti. Bossi lo annuncerà a Pontida».
Guardi che quello di spostare i ministeri da Roma è un progetto lanciato proprio a Pontida lo scorso anno. Poi è sparito nel nulla.
«E invece nel frattempo abbiamo sentito i governatori. Tutti, forse tranne la Polverini, hanno manifestato interesse e preferenze su quale ministero ospitare. Quando hai il territorio alle spalle tutto diventa più facile».
Non è che vi volete solo smarcare da Berlusconi in campagna elettorale?
«Non esiste».
Quindi bene votare la fiducia?
«Ci troviamo davanti a una zona grigia della Costituzione, una materia regolata con poca chiarezza e quindi nella richiesta del Quirinale non ci vedo nulla di strano. Anzi, sarà l´occasione per raccogliere nuovi voti e spazzare chi continua a pensare a inverosimili spallate».
Ieri i giornali vicini al premier hanno attaccato Napolitano: la Lega appoggia questa linea?
«Libero e il Giornale hanno fatto più danni alla maggioranza di tutta l´opposizione messa insieme. Non ho più speranze che possano migliorare».
Non crede che dietro di loro ci sia la mano Berlusconi?
«No, Berlusconi non è masochista e quindi credo che sia farina del sacco di qualcun altro. Napolitano invece lo ringrazio, ha firmato il federalismo ieri mentre poteva aspettare fino al 20 maggio».
Intanto sui Responsabili al governo la vostra base protesta, come dimostrano i post sui forum online di Radio Padania. «Guardi che nessuno ha un canale privo di filtri come Radio Padania. Per noi è uno strumento formidabile per capire la gente, altro che sondaggi. Ovvio che poi ci esponiamo alle operazioni di chi cerca di denigrare spacciandosi per militante. Sono tentativi che rischiano di mettere in discussione gli strumenti democratici che continuerò a difendere».
Eppure con i Responsabili siete politicamente agli antipodi.
«Sarà, però sostengono il governo e mi sento meno lontano da loro che da Bocchino. E poi sono entrati perché c´è chi da deputato, da senatore o addirittura da presidente della Camera ha tradito gli elettori».
Vedo che parla di Fini: si deve dimettere?
«No, di Fini non parlo più così con le amministrative scompare del tutto. E poi più che di Fini preferisco parlare di finito. E anche male, purtroppo».
State al governo con i Responsabili e poi compensate con la tipica propaganda leghista. Mi riferisco a Borghezio, secondo il quale i napoletani fanno schifo. La pensa come lui?
«È un giudizio epidermico e superficiale che se hai una responsabilità di governo non ti puoi permettere. I problemi li devi affrontare, devi dare risposte a Milano come a Napoli che di certo non ripulisci dall´immondizia con queste uscite. Quello che serve è un impegno per far crescere la coscienza politica dei napoletani in modo che diventino padroni a casa loro con diritti e doveri. La nostra grande scommessa, e il federalismo serve anche a questo, è quella di formare una classe politica che porti il Sud a crescere, unico modo per far stare meglio anche il Nord».

Alberto D'Argenio

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