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La Repubblica - Intervista al Ministro Calderoli: Ora piegheremo le lobby, a settembre liberalizzare con decreti

Il leghista Roberto Calderoli spara a zero sulla Banca centrale europea: «Non fa niente per fronteggiare l´assalto della speculazione».
Bce a parte, fa impressione vedere sindacati e industriali firmare insieme un documento: stanno tirando un po´ le orecchie al governo...
«Per le orecchie li abbiamo presi noi, costringendoli a non andare in ferie. Ma hanno accettato, sono contento. Dopodiché ci andrei cauto su quel documento».
Perché?
«Quando si parla di privatizzazioni e di liberalizzazioni siamo tutti d´accordo, la sfida vera sarà abbandonare le legittime posizioni di ciascuno, farla finita con le attività di lobbying».
Avete partorito otto punti per affrontare la crisi: sono troppo generici?
«Devono essere declinati. Di proposte ne arriveranno tante, e molte in contrasto tra di loro. Il nostro compito è portare in Parlamento quelle che riteniamo utili, oltre che condivise, per far fronte a una situazione gravissima».
Quando?
«A settembre. Per certe cose, come l´obbligo del pareggio di bilancio da inserire nella Costituzione, ci vuole un po´ più di tempo. Ma lavorando sodo a fine mese possiamo arrivare a un decreto legge che contenga misure immediate e concordate con le parti sociali».
Berlusconi annuncia che il pareggio di bilancio in Costituzione arriverà nel 2013.
«Appunto. Io sono così d´accordo da averlo previsto nella proposta di riforma costituzionale che ho presentato in Consiglio dei ministri. Poi Tremonti aveva detto che trattandosi di qualcosa di molto grosso avremmo dovuto approfondire».
Intanto la casa brucia, Piazza Affari soffre ancora...
«Una grossa responsabilità ce l´ha la Banca centrale europea. Non può intervenire solo per controllare l´inflazione attraverso i tassi di interesse».
Che cosa dovrebbero fare a Francoforte?
«Comprare i titoli di Stato dei Paesi in difficoltà. Ma non lo fanno, perché c´è una totale assenza di autorità politica».
La Bce dice invece che lo farà, a patto che l´Italia proceda rapidamente con le riforme.
«A ciascuno il proprio mestiere: facciano i banchieri centrali, non i Mister prezzi».
Il governo è senza colpe?
«Cercare soluzioni contingenti quando il contingente viene sovrastato da qualcosa di più grande vuol dire affrontare la crisi in modo superficiale e strumentale. Anche con il tentativo di far fuori il governo cavalcando la crisi: altro che mors tua vita mea, qui moriamo tutti».
Tutta colpa dell´opposizione?
«Né dell´opposizione né del governo. Sul fronte del contenimento del deficit sia Prodi che Berlusconi si sono comportati bene».
Ma può andare avanti questo governo?
«Non ci sono alternative. Chiunque in questo momento voglia aprire una crisi verrà condannato dai cittadini e dalla storia».

Rodolfo Sala

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