La polemica. Il ministro: tante le eredità della Prima
Repubblica «Quei tagli sono ancora insufficienti»
«Che le devo dire? Che resta l'amarezza per una soluzione
vecchia maniera. Una soluzione che fa perdere tutti, tranne i
beneficati».
Roberto Calderoli non finge che il ridimensionamento dei tagli
agli enti finanziati dallo Stato, una battaglia di cui il ministro
alla Semplificazione è il portabandiera («Scriva che la considero
una medaglia»), non gli sia dispiaciuta. Ed è pronto a riconoscere
che dei 9 miliardi e 400 milioni di euro che ogni anno la
Repubblica distribuisce a 714 enti, quelli che lui avrebbe
cancellato senza pietà, rappresentano magari soltanto le briciole:
«Ma con le briciole si fanno i panettoni.
E comunque abbiamo risparmiato 300 milioni, che son sempre 600
miliardi delle vecchie lire. E se è così poco, non si comprendono
le reazioni furibonde che si sono scatenate: me lo hanno anche
detto, ormai sto sulle lunga superiore: «Il fatto è che nella
stragrande maggioranza dei casi, questi enti sono foraggiati anche
da Comuni e province, per un ammontare che non conosciamo». Non
conoscete? «Perché crede che noi abbiamo chiesto a questi enti di
inviarci il bilancio? Proprio perché volevamo valutare quanto
denaro pubblico ricevono certe benemerite istituzioni. In alcuni
casi, purtroppo, non ci siamo riusciti visto che questi soggetti in
un caso su tre neppure hanno risposto alle nostre richieste».
Secondo Calderoli, perché «convinti che i loro illustri padrini
sapranno tutelarli». Quel che il ministro non si spiegava è
un'altra cosa: «Io ho ricevuto pressanti richieste da un ex
presidente del Consiglio per far avere contributi da poche migliaia
di euro a questo o quell'ente. Perché, mi chiedevo, si fa questo
accattonaggio per una cifra che l'interessato avrebbe potuto
sborsare di tasca propria senza batter ciglio?». La risposta, il
ministro pensa di averla trovata: «Il punto è che il contributo
dello Stato è una sorta di accredito, di biglietto da visita che
consente di presentarsi a batter cassa presso privati e altri enti
pubblici».