«C'è chi compra i giocatori all'estero, non fa vivaio,
paga gli allenatori e i giocatori decine di milioni... non è questo
il momento. Non lo è più». Roberto Calderoli va avanti come un
bulldozer. Dopo gli stipendi Rai, il ministro alla Semplificazione
prende di mira quelli del grande calcio: «Per quanto riguarda la
nazionale, il mio appello è pressante. Per quanto riguarda i club,
io credo si debbano tutti dare una regolata... ma ci assicureremo
anche che le condizioni del mercato non siano alterate».
Ministro, che cosa intende con «condizioni del mercato
alterate»?
«Mi faccia spiegare. Se il paese deve dire sì a una
manovra di sacrifici, ha il diritto di vedere che i sacrifici li
fanno tutti. E dunque, per quanto riguarda la Rai, io porterò un
emendamento in Consiglio dei ministri per, come dire, distribuire
in modo più equo l'onere della manovra...».
E per quanto riguarda il calcio?
«Anche il calcio deve fare la sua parte. E tutti, certamente,
devono godere di pari condizioni».
In che senso?
«C'è chi non ha problemi a pagare ingaggi multimilionari. Per
giunta, pagarli a giocatori o allenatori stranieri. Il problema è
che chi vive in un mercato basato su leggi strane, può permettersi
di avvelenare il mercato. Di distorcerlo. E per giunta, questo
obbliga anche tutti coloro che non si basano su leggi strane ad
inseguire, a dover far fronte in un modo o nell'altro».
Quali leggi strane?
«Lei sa che cosa è il tar?».
Il tribunale amministrativo regionale?
«Quello è un altro tar. Io parlo dell'ultima scoria della
lavorazione del petrolio. L'ultimo rifiuto di una raffineria.
Questa è roba che un'azienda dovrebbe pagare per smaltire. Invece,
grazie a una legge, c'è chi la brucia e prende pure i soldi dallo
Stato per produrre energia "pulita". Ma chi vogliono prendere in
giro?».
Ministro, sembra di capire che lei ce l'abbia con
l'Inter...
«Io so che ci sono centinaia di milioni che ogni anno finiscono
nelle case di chi raffina il petrolio. Certamente, chi può contare
su questi introiti ha meno difficoltà a fare la sua campagna
acquisti e a vincere gli scudetti. io credo che questo debba
cambiare».
In che modo?«Con la riforma del mercato
energetico, si risparmieranno tra i 2.5 e i 4 miliardi di euro
all'anno. Soldi che non finiranno allo Stato, ma che ridurranno la
bolletta delle famiglie e delle imprese. E io non vedo perché
famiglie e imprese debbano pagare tutte per i successi calcistici
di qualcuno».
Marco Cremonesi