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Il Gazzettino - Intervista al Ministro Calderoli: Una via federalista per la A4

Il nodo della terza corsia A4 e del suo piano finanziario da 2,3 miliardi si
può sciogliere soltanto nell'ambito del confronto fra lo Stato e la Regione
sul federalismo fiscale. E non ci vorrà tanto per creare le necessarie
condizioni. Parola di Roberto Calderoli, il potente ministro leghista della
Semplificazione normativa che ha l'incarico di definire le intese
federaliste con le Regioni a statuto speciale come il Friuli Venezia Giulia.Ma qual è la natura dei problemi? E come risolverli? Il ministro lo spiega
in anteprima al Gazzettino.

Ministro Calderoli, i ritardi nell'approvazione del piano finanziario per la
terza corsia A4 tengono in ambasce il Friuli. Il presidente Renzo Tondo ha
addirittura minacciato di dimettersi da commissario straordinario.

«Nell'incontro dei giorni scorsi a Roma, che doveva rimanere riservato, si è
stabilito di giocare l'intera partita sul tavolo unico del federalismo
fiscale e dell'Irpef trattenuta sulle pensioni».

Ma cosa c'entra la terza corsia?
«La strada da praticare è la previsione di una clausola accessoria all'accordo
federalista, che interverrà dopo che avremo chiuso l'intesa con la Valle d'Aosta».

Lei crede sia opportuno definire un pacchetto complessivo delle grandi
questioni fra Roma e Trieste?

«Assolutamente. Così potremo risolvere tutto in una volta».

Ma perché il Governo non firma?
«Non c'è alcuna volontà dei Ministeri competenti di non firmare, questo va
messo in chiaro».

E allora perché? Sono passati mesi e mesi.
«Il problema è un altro: è emerso ultimamente un nuovo atteggiamento della
Ragioneria dello Stato».

Un nuovo atteggiamento?
«Sì, il problema si è posto con il caso Tirrenia. E il tema della terza corsia ne ha risentito».

Un problema finanziario?
«Ci sono due date troppo ravvicinate: nel 2017 scade la concessione di
Autovie Venete e nel 2018 è prevista la definizione dell'ammortamento del
debito da contrarre per realizzare la terza corsia».

Come dire? «Che chi subentrerà ad Autovie nel 2017 dovrà accollarsi il debito. Per
carità, può darsi che sia Autovie medesima a succedere a se stessa. Ma se
così non fosse?».

Intende dire che 1,8 miliardi di debiti andrebbero in capo al nuovo
concessionario?
«O magari allo Stato, se decidesse di affidare all'Anas la gestione».

D'accordo, allora si capisce che è meglio fare un accordo globale su tasse,
competenze e... asfalti.
«Con il ministro Tremonti devo ancora affrontare questa partita. Ma è chiaro
che la mia intenzione non è porgli dei problemi gravosi, ma presentarli già
risolti o risolvibili. Sennò mi da uno sganassone... (ride, ndr)».

Rischiamo tempi lunghi.
«Non ho intenzione di perdere tempo. Il tavolo tecnico ha già stabilito che
per l'Irpef pensioni i milioni annuali sono 482. Procederemo alla svelta».

Maurizio Bait

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