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Intervista al Ministro Calderoli sul Federalismo:
«Gianfranco Fini sbaglia, perchè in tutto il mondo il Federalismo
ha portato ad una diminuzione della spesa pubblica con la
conseguente possibilità di ridurre la pressione fiscale o
aumentare la qualità dei servizi». - La
Padania
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Il federalismo ha aumentato le spese, dice Gianfranco Fini. Ma
quando mai, è vero proprio il contrario, là dove c'è il vero
federalismo, e quindi non ancora in Italia, le spese
sono diminuite insieme alla pressione fiscale, risponde
Roberto Calderoli.
Ancora una volta il presidente della Camera accende la miccia
per nuove polemiche interne alla maggioranza. Il Governo sta
attuando la legge delega sul Federalismo fiscale che il Parlamento
è riuscito ad approvare con un'azione e un impegno bipartisan. L'ex
leader di Alleanza Nazionale coglie l'occasione per puntare
il dito contro un ipotetico federalismo che nel nostro Paese ancora
non c'è. Intervenendo a Milano ad un convegno dell'associazione
"Libertiamo", il fondatore del Popolo delle Libertà ha sostenuto
che «il federalismo ha moltiplicato il livello delle decisioni e i
costi. Dobbiamo parlare anche di queste cose visto che stiamo
discutendo del federalismo fiscale».
In realtà le cose sono molto diverse da quando superficialmente
detto da Fini che rilancia argomentazioni che in passato
erano già state usate dall'editorialista del Corriere della Sera
Giovanni Sartori. Il tentativo, ieri come oggi, sembra quello di
ostacolare il percorso di approvazione del federalismo spacciandolo
per qualcosa che non è.
A stretto giro di posta risponde il ministro alla Semplificazione
che ha seguito personalmente il dossier sul federalismo fiscale.
Secondo l'esponente della Lega Nord «Gianfranco Fini sbaglia,
perchè in tutto il mondo il Federalismo ha portato ad una
diminuzione della spesa pubblica con la conseguente possibilità di
ridurre la pressione fiscale o aumentare la qualità dei
servizi». In Italia, invece?
«A costare - replica Calderoli - non è il federalismo ma il falso
federalismo o quello mancato che ha trasferito il potere di spesa
sul territorio ed ha ulteriormente accentrato le entrate che,
attraverso la leva del trasferimento dal centro alla periferia,
ha creato la massima deresponsabilizzazione e la non
trasparenza dei meccanismi di spesa».
In Italia tutti possono spendere e spandere tanto poi arriva
il "centro" che con i soldi della Padania tappa i buchi e i
deficit. La sinistra, con la sua riforma del Titolo V della
Costituzione, ha aggravato ulteriormente il sistema.
«Proprio per questo - sottolinea il ministro - abbiamo dato
avvio al Federalismo Fiscale che portando le entrate al livello del
territorio renderà il cittadino più consapevole,
mettendolo nella situazione di sapere quanto paga, a
chi e perchè e giudicando così, in modo appropriato, gli
amministratori locali».
Il federalismo fiscale, aggiunge subito Calderoli è solo il primo
«tassello». «Questo poi andrà completato con la Camera
del territorio. Ora tutto è lasciato alla Conferenza Unificata dove
prevalgono i livelli di governo che si mettono insieme per
l'assalto alla diligenza». «Altro tassello
fondamentale, anche se non è federalismo in senso stretto, sarà il
codice delle autonomie che chiarirà i ruoli dei vari livelli di
governo per capire chi fa cosa» spiega il ministro parlando della
Riforma che sta andando in porto.
Polemiche inutili, in sostanza. Anche perchè sono basate su un
clamoroso errore: il nostro Paese non è ancora uscito dal
centralismo che lo ha messo in ginocchio, il federalismo lo si sta
costruendo mattone dopo mattone grazie all'impegno della Lega
e di Umberto Bossi. Sartori e Fini attaccano
quindi cose che ancora non ci sono e usano termini che sono
del tutto inappropriati all'attuale situazione. «Loro non parlano
del vero Federalismo ma di una cosa che erroneamente viene
chiamata federalismo. - ribadisce Calderoli - Per questo chiedemmo
con un emendamento alla riforma del Titolo V di eliminare la parola
federalismo che non c'entrava nulla, hanno fatto una cosa
pasticciata creando disastri»
Ora tutti chiedono riforme. Le chiede lo stesso Fini che ieri ha
ammesso come «Camera e Senato, con identici poteri, non
abbiano più senso anche perchè ci sarà il
federalismo. Dopo le elezioni regionali ci sono tre anni
senza elezioni generali fino al termine della legislatura. Dobbiamo
usare questo tempo per fare le riforme. Il pericolo che io vedo per
il Paese e per il Pdl è quello di galleggiare. Bisogna invece
spingere sull'acceleratore». Parere analogo quello espresso
da Massimo D'Alema: «E' tempo di reagire. Non è tollerabile che le
riforme che tutti dicono da anni di voler fare non vengano fatte:
alla fine la caduta di credibilità diventa micidiale».
Un consenso unanime, anche sul Senato delle Regioni da sempre nei
progetti della Lega. «La nostra proposta è pronta, tutti parlano di
riforme, dopo le regionali non ci saranno più alibi», è il monito
di Calderoli.
Igor Iezzi