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Corriere della Sera - "Negli enti locali più vincoli e controlli. Me lo ha chiesto il premier"

Intervista al Ministro Calderoli: "Negli enti locali più vincoli e controlli. Me lo ha chiesto il premier" - Corriere della Sera 

La prossima settimana il ddl sarà definito

«Sull'ineleggibilità il Pdl faccia come noi: nessun condannato per i reati contro la pubblica amministrazione nelle liste», dice il ministro Roberto Calderoli che annuncia: «Ho avuto mandato del Consiglio dei ministri di presentare dopodomani un emendamento al decreto legge sugli enti locali per introdurre la controfirma dei tecnici a tutti gli atti dei politici».

Bossi ha detto che serve una legge. Questo ddl vedrà o no la luce venerdì prossimo?

«Ma certo. Già c'è stato l'esame approfondito da parte di tutti i ministri. È assoluta, ripeto assoluta, la volontà del governo di contrastare questo fenomeno che preoccupa i cittadini. Ma bisogna che sia chiaro che la sfera penale è veramente l'ultimo baluardo, anzi è già il segnale di una sconfitta, perché già si è creato un danno che non è solo erariale ma che mina la fiducia di cittadini e imprenditori».

Che fine faranno le norme sulla ineleggibilità per i condannati?

«Su questo sia io che Bossi abbiamo consigliato al Pdl in quanto partito una regola di comportamento, deontologica, come la Lega fa già da qualche anno, più che una norma rigida che ha sollevato qualche perplessità». E cioè? «Non si candida nessun condannato per reati contro la Pa: questa cosa la si può fare subito. Anche perché le liste per le regionali si chiudono sabato prossimo». Cosa ha risposto Berlusconi? «Non c'è stata risposta perché la nostra è stata una rapida riflessione: non era quella del Cdm la sede per parlarne. Era una proposta che semmai avremmo dovuto fare in sede politica a Berlusconi e ai tre coordinatori».

Torniamo alla corruzione. Anche Violante sostiene che il diritto penale è come le baionette, non è buono per tutti gli usi: sulle baionette non ci si può sedere...

«Ecco, è questo che voglio dire: è come per i denti, prevenire è meglio che curare. Noi vogliamo dare un segnale di serietà: che questa volta il problema lo si affronta alla radice imponendo nuovi controlli agli enti locali e alla Pa. E poi certamente se c'è chi sgarra lo si colpisce duramente, lo si stanga. Se ti becco ti legno».

Perché altrimenti non c'è serietà?

«Se uno è corrotto non sono sei mesi in più di carcere a spaventarlo. Dobbiamo creare dei controlli che tolgano le occasioni prossime del peccato. Altrimenti l'effetto sarà quello delle grida di Azzeccagarbugli».

Cosa andrebbe in Consiglio venerdì nel nuovo ddl?

«La parte che sta studiando il ministro Brunetta per la Pubblica amministrazione e le norme penali di Alfano. Oltre le proposte che i vari ministri nella loro competenza vorranno aggiungere».

Quali sono le sue proposte per gli enti locali?

«Due articoli contenuti nel progetto del Codice delle autonomie, che prevedono controlli interni per gli enti locali visto che i vecchi, quelli del Coreco, sono stati aboliti con la legge Bassanini e con la Riforma del Titolo V della Costituzione. Primo: stabilire la necessità della controfirma di ogni atto amministrativo dei politici da parte dei tecnici (del ragioniere o del segretario generale del Comune) che essendo corresponsabili controlleranno che le cose siano a posto. Secondo: inserire le aziende partecipate nel bilancio consolidato dei Comuni. Nemmeno il Viminale conosce il bilancio di queste aziende».

Tutto questo lei lo porterà al prossimo cdm?

«Veramente ho avuto mandato da Berlusconi e dal Consiglio di inserire questi due articoli come emendamenti già dopodomani martedì in Commissione alla Camera nell'iter di conversione del decreto legge sugli enti locali. Alle 8.30 presento ufficialmente questa proposta all'Anci e poi alle forze politiche anche di opposizione. In questo modo la parte di mia competenza potrà essere legge già entro la metà di marzo, prima delle regionali. Vediamo chi ci sta».

Maria A. Calabrò

 

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