Intervista al Ministro Calderoli: «Divario frutto di
politiche errate» - Corriere della Sera.
«Francamente, io non so a chi parli Napolitano. Forse a Luca
Ricolfi per il suo libro sul sacco del Nord».
Roberto Calderoli scherza, ma fino a un certo punto.
Il riferimento all'ultimo lavoro del sociologo torinese, che
racconta di 50 miliardi di euro trasferiti ogni anno dal Nord al
Sud dello Stivale, fornisce al ministro alla Semplificazione,
nonché coordinatore delle segreterie del Carroccio, il trampolino
per ricordare la posizione leghista sull'unità nazionale.
«Noi lo ripetiamo da sempre parte Calderoli , questo è davvero
il nostro marchio: l'unità d'Italia esiste sulla carta. E stop. Ma
non perché lo diciamo noi. Sono le differenze oggettive e
macroscopiche tra le due Italie a dimostrare che fino a oggi tale
unità non si è mai realizzata nei fatti». Secondo Calderoli,
l'unità nazionale non «è messa a repentaglio da quel che dice la
Lega, ma dalle politiche messe in essere fino a questo momento e
dal modo in cui è stata affrontata la questione meridionale: un
modo che ha aumentato il gap tra i due territori e ha costituito
per il Nord un peso sempre maggiore».
La soluzione, secondo il ministro, è «il federalismo fiscale,
unico strumento che potrà portare l'Italia a un'unità vera. Io sono
convinto davvero che la trasparenza e il principio di
responsabilità introdotti dal nuovo sistema comporteranno per il
Sud l'obbligo di dotarsi di una nuova classe dirigente». A quel
punto, conclude Calderoli, le «differenze che vengono dalle proprie
identità e radici porteranno a un'unità non formale».
M. Cre.