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Ministro Calderoli, Casini ha lanciato l'ipotesi di un
fronte democratico per battere Berlusconi, in caso di elezioni
anticipate. Che cosa ne pensa?
«Quando parla di queste cose, Casini, mi sembra un "chihuahua"
che arriccia il pelo ed ha l'abbaiare acuto dei cagnini piccoli e
cattivi. Non so se è l'antiberlusconismo che li agita oppure
l'anti-leghismo. Quindi nel momento in cui le cose cambiano, e si
stanno cambiando, qualcuno nel Palazzo si agita».
Veramente sembra di essere tornati indietro di 15 anni,
i toni si fanno sempre più alti...
«A me delle polemiche interessa ben poco. Quello che sta facendo
questo governo non si era mai visto. Sul fronte dell'antimafia, ad
esempio. Un Procuratore ha dichiarato di non sapere più chi è il
vertice di Cosa Nostra, perchè "li avete arrestati tutti". La
settimana prossima porterò il primo decreto legislativo sul
federalismo fiscale».
Ma ci sono scontri istituzionali quotidiani, Berlusconi
ha attaccato il presidente della Repubblica.
«Non ha fatto un attacco al Capo dello Stato, forse è una lettura
dei giornali. Il presidente del Consiglio è una delle istituzioni
degli organi dello Stato. Quindi, non si può pensare di dare del
mafioso a un'istituzione e poi scatenarsi sulle polemiche».
Che ruolo sta svolgendo Gianfranco Fini?
«Chiedetelo a lui, non a noi. Ogni volta che ho qualche
perplessità, leggo la copia, autenticata dal notaio, del programma
di governo. Quando mi dimentico di qualcosa vado a rileggerlo. E'
il nostro vangelo».
Ma per lei Fini è presidente superpartes oppure è ormai
in quota all'opposizione?
«Non spetta a me dare questi giudizi. Il mestiere del presidente
della Camera non è quello del leader politico».
Non teme che le riforme per la Lega non arriveranno
più?
«Un timore che non abbiamo. In un anno e mezzo, abbiamo ottenuto
più riforme che in 4 o 5 legislature».
La riforma federalista può bloccarsi?
«Non c'è rischio. Il gioco è di chi punta alle elezioni anticipate
per frenare tutto. Invece, le opposizioni non decidono il futuro di
questo governo. E' chiaro che se si dovesse andare al voto (le
opposizioni, ndr.) prenderebbero una legnata che rischierebbe di
farli sparire.
Ma alle elezioni anticipate punterebbe
Berlusconi!
«Non l'ho mai sentito, lo dite voi. Con noi non ne ha mai parlato
ed ha sempre condiviso di voler continuare».
Che cosa pensate dell'elezione diretta del premier
chiesta dal Cavaliere?
«Mai sentito dire questo. Ho sentito parlare di presidenzialismo.
Allora, io dico di andare a vedere quale dei tanti progetti può
essere messo sul campo. Sono pronto a discutere. Non credo che quel
che appartiene ad altri Paesi, debba essere cosa vietata nel
nostro. Però è chiaro che qualsiasi riforma deve essere calata nel
contesto sociale, storico e politico. Non vedo una cosa
impossibile».
Con chi pensate di fare le riforme
costituzionali?
«Ho fatto da tempo una proposta, attendo una risposta. A fronte di
un intervento sulle poltrone degli Enti locali, la Lega si è
chiesta se non abbia più senso far partire l'esempio dal centro. La
nostra proposta è ridurre a 400 i deputati e a 200 i senatori.
Questo potrebbe essere l'esempio per avviare una piccola riforma
dall'alto valore simbolico. Quando parlo di riforme con
l'opposizione ho sempre trovato persone che hanno voglia di farle e
di discuterle. Il federalismo fiscale, alla fine, ha raccolto, da
parte delle opposizioni, delle astensioni se non dei voti a favore.
E' il caso dell'Idv».
Fabrizio Rizzi
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