Comunicato Stampa dell'8 settembre
2011
"Con la modifica costituzionale approvata oggi dal Consiglio dei
Ministri sarà possibile far coincidere due esigenze contrapposte:
da una parte quella di garantire la razionalizzazione degli enti
intermedi e dall'altra quella di garantire le identità e
l'incremento del grado di autonomia di governo del territorio.
Le future "province regionali" assomiglieranno alle attuali
province delle Regioni a statuto speciale, che già oggi hanno
competenza esclusiva per l'ordinamento dei propri enti locali.
Conseguentemente le regioni ordinarie aumenteranno la loro
autonomia e somiglieranno a loro volta sempre di più alle
stesse Regioni a statuto speciale, assumendone le
caratteristiche.
La declinazione di questa autonomia consentirà:
- una concreta
riduzione del numero degli enti intermedi;
- un
dimensionamento degli stessi a misura del territorio, che non potrà
che essere diverso da Regione a Regione, oppure all'interno della
stessa Regione;
- una riduzione
degli organi e della macchina amministrativa,
- maggiori
risorse per i servizi da erogare al cittadino;
- una maggiore
corrispondenza tra le esigenze del territorio e le funzioni
dell'ente;
- la immediata
cancellazione di tutta la costellazione di organismi ed agenzie non
previsti dalla Costituzione, ma spuntati come funghi nel corso del
tempo per garantire poltrone per tutti.
Il passaggio di un ente locale dal livello statale a quello
regionale non è una deminutio bensì una evoluzione
federalista dell'ordinamento.
Sono bergamasco, sono fiero di esserlo e intendo continuare ad
esserlo.
E come bergamasco, preferisco che le funzioni e l'ordinamento della
mia provincia siano decisi a Milano anziché a Roma!"
Lo afferma il Ministro per la Semplificazione Normativa e
Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord,
sen. Roberto Calderoli.