ROBERTO CALDEROLI, Ministro per la semplificazione
normativa. Signor Presidente, il percorso iniziato con il
decreto-legge n. 112 del 2008 non ha consentito di raggiungere i
risultati sperati in termini di riduzione del numero degli enti
pubblici non economici, a causa delle discutibili ma, purtroppo,
insindacabili resistenze delle amministrazioni vigilanti che hanno
l'onere di dichiarare l'utilità di un ente. Ciò nonostante, si è
riusciti a procedere alla loro razionalizzazione attraverso
trentacinque regolamenti di riordino.
Tale operazione ha comportato l'eliminazione di 480 componenti
di organi collegiali, una razionalizzazione degli organi stessi e
una contrazione della spesa strutturale delle amministrazioni
vigilanti, con un risparmio complessivo e certo - che confermiamo -
per il 2009, pari a 415 milioni di euro.
In relazione alla riduzione dei costi della politica, la legge
finanziaria per il 2010 ha anticipato, con efficacia a partire
dalla prima tornata elettorale del 2010, misure di
razionalizzazione già contenute nel cosiddetto codice delle
autonomie. Purtroppo, l'accorpamento delle elezioni amministrative
a quelle regionali ha determinato un'anticipazione dell'usuale
finestra per il rinnovo degli enti locali.
La riduzione del numero dei seggi, a poche settimane dall'indizione
dei comizi elettorali, avrebbe comportato gravi difficoltà
organizzative al Ministero dell'interno, con il rischio di una
compressione delle prerogative democratiche e del conseguente
contenzioso.
Al fine di garantire l'assoluta regolarità delle procedure, il
Governo ha conseguentemente emanato un decreto-legge, che rinvia
alla tornata elettorale del 2011 l'avvio delle misure di
razionalizzazione. Tale rinvio ha, però, consentito di estendere il
taglio anche ai consiglieri provinciali e di porre un tetto allo
stipendio dei consiglieri regionali, già dal 2010 (quindi,
dall'anno in corso), con conseguente ulteriore risparmio di spesa.
Altre misure di razionalizzazione verranno proposte dal Governo in
sede di conversione del decreto-legge.
In merito ai presunti tagli generalizzati dei trasferimenti ai
comuni previsti per l'anno 2010, paventati dagli interroganti, per
amore di verità, il taglio per i comuni ammonta a complessivi 12
milioni di euro, che, tenuto conto del numero complessivo di
abitanti, comporterà una riduzione, per abitante, pari a 20
centesimi, ovvero per il 70 per cento dei comuni, un taglio pari o
inferiore a mille euro.
Sul fronte delle misure di semplificazione normativa, i
provvedimenti attuativi hanno ridotto le fonti primarie e vigenti,
dalle circa 50.000 del periodo antecedente il 2008, alle 10 mila di
oggi, consentendo una contrazione della spesa pubblica, per oneri
amministrativi, stimata in circa 75 miliardi di euro.
Il Governo, nel mese di marzo, intende procedere poi all'emanazione
di un decreto legislativo e di un regolamento che concluderanno il
percorso soppressivo, cancellando complessivamente 225 mila
norme.
Nel contempo, è stato avviato il lavoro di codificazione delle
residue 10 mila leggi, che ha già portato all'approvazione di due
codici, quello dell'agricoltura e quello della difesa. Pag.
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Per concludere, comunico che dal mese di marzo tutte le leggi
vigenti saranno, gratuitamente e per la prima volta, consultabili
sul primo sito pubblico denominato «Normattiva».