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Question Time del 1 ottobre 2010

Tradizionalmente abbiamo ritenuto che la legge sia "espressione della volontà generale" (Carrè De Malberg) e che il Parlamento debba essere l'unico depositario della funzione legislativa, come ancora un po' illumisticamente recita l'art. 70 della nostra Costituzione ("La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere"), senza aggettivi, né limiti, né qualificazioni.

È però vero che le trasformazioni istituzionali e sociali hanno profondamente modificato la nozione di legge, tanto che da anni si parla di "crisi della legge" per indicare il fatto che - come afferma anche l'on. Di Pietro - il sistema legislativo non riesce a soddisfare le richieste di una società complessa e pluralista.

Alla legge approvata dal Parlamento si sono affiancati altri strumenti normativi che hanno complicato e reso più farraginoso il sistema.

Non si tratta solo dello sviluppo delle fonti europee, internazionali, regionali, degli enti locali, avendo il fenomeno della crisi della legge grande rilievo anche nell'ambito delle fonti statali:

- dalla metà degli anni '70 alla metà degli anni '90 è proliferata la decretazione legislativa d'urgenza, fatta di catene infinite di decreti-legge "subiti" dal Parlamento;

- dagli anni '90 si è sviluppata la stagione della delegificazione, senza riuscire effettivamente a semplificare;

- al contempo, si è assistito ad un significativo incremento della delega legislativa. Ora, i decreti legislativi sfiorano il 50% della produzione normativa primaria statale; un recupero del ruolo parlamentare è avvenuto mediante l'introduzione - pressochè stabile - dei pareri delle Commissioni parlamentari.

Non è questa la sede per parlare di tematiche di tale portata, che vanno sicuramente affrontate nell'ambito delle riforme costituzionali.

Nell'impossibilità di modificare il sistema delle fonti, negli ultimi anni si è scelto piuttosto di governare il sistema delle fonti, con strumenti mirati alla coerenza e alla certezza.

Dall'inizio di questo decennio si è avviata una seria operazione di codificazione. Superato il mito della centralità esclusiva del codice civile, si è passati ai codici di settore, sulla scorta  dell'esperienza francese e tedesca.

Ai codici si è affiancato il taglia-leggi, avviato nel 2005 e che troverà compimento il prossimo anno. Saranno abrogate tutte le leggi "inutili" successive al 1° gennaio 1970 (o, spero, al 1° gennaio 1980). Si tratta di oltre la metà dei 21.691 atti normativi primari vigenti .

In tale ottica, con il decreto-legge n. 112 del 25 giugno 2008 (convertito dalla legge n. 133 del 6 agosto 2008) abbiamo già provveduto ad abrogare esplicitamente 3.370 leggi e, implicitamente, 3.673 per un totale di 7.043.

Ora - anche alla luce dell'obbligo europeo di ridurre il 25% degli oneri amministrativi entro il 2012 - stiamo portando avanti il parallelo processo di riordino e codificazione lavorando con i singoli Ministeri, analizzando la portata dei costi burocratici e consultando i destinatari delle norme, anche mediante i rappresentanti istituzionali dei settori (la consultazione rappresenta una utile verifica della fattibilità delle riforme oltre che un'importante forma di recupero della democraticità).

Il nostro obiettivo è anche quello di recuperare e garantire la conoscibilità e la certezza della legislazione vigente attraverso la creazione di una banca dati pubblica, unica e gratuita, che metta a disposizione di tutti le leggi vigenti.

Inoltre intendiamo porre un filtro all'attività legislativa futura. Le nuove leggi dovranno rispondere ai requisiti della 'better regulation': meno scrivi, meglio scrivi.

La politica di semplificazione è una strategia che aiuta a rendere più leggibile e fruibile il quadro di regole del Paese, a garantire un livello di tutela adeguato senza oneri inutili, a scrivere una legge solo dopo avere accertato che i suoi benefici sono superiori ai suoi costi.

Il nostro impegno è che il processo di semplificazione normativa si traduca in una reale semplificazione della vita dei cittadini. Semplificazione, in fondo, vuol dire democraticità.

Comunque, un' analisi esaustiva delle politiche di semplificazione, finalizzate anche al riassetto normativo, è in corso presso la Commissione per la Semplificazione Normativa, nella quale il  Ministro Calderoli ha tenuto un'audizione il 10 luglio scorso.

 

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