Tradizionalmente abbiamo ritenuto che la legge sia "espressione
della volontà generale" (Carrè De Malberg) e che il
Parlamento debba essere l'unico depositario della funzione
legislativa, come ancora un po' illumisticamente recita l'art. 70
della nostra Costituzione ("La funzione legislativa è
esercitata collettivamente dalle due Camere"), senza
aggettivi, né limiti, né qualificazioni.
È però vero che le trasformazioni istituzionali e sociali hanno
profondamente modificato la nozione di legge, tanto che da anni si
parla di "crisi della legge" per indicare il fatto
che - come afferma anche l'on. Di Pietro - il sistema
legislativo non riesce a soddisfare le richieste
di una società complessa e pluralista.
Alla legge approvata dal Parlamento si sono affiancati altri
strumenti normativi che hanno complicato e reso più farraginoso il
sistema.
Non si tratta solo dello sviluppo delle fonti europee,
internazionali, regionali, degli enti locali, avendo il fenomeno
della crisi della legge grande rilievo anche nell'ambito delle
fonti statali:
- dalla metà degli anni '70 alla metà degli anni '90 è
proliferata la decretazione legislativa d'urgenza, fatta
di catene infinite di decreti-legge "subiti" dal Parlamento;
- dagli anni '90 si è sviluppata la stagione della
delegificazione, senza riuscire effettivamente a
semplificare;
- al contempo, si è assistito ad un significativo
incremento della delega legislativa. Ora, i decreti
legislativi sfiorano il 50% della produzione normativa primaria
statale; un recupero del ruolo parlamentare è
avvenuto mediante l'introduzione - pressochè stabile - dei pareri
delle Commissioni parlamentari.
Non è questa la sede per parlare di tematiche di tale portata,
che vanno sicuramente affrontate nell'ambito delle riforme
costituzionali.
Nell'impossibilità di modificare il sistema delle fonti, negli
ultimi anni si è scelto piuttosto di governare il sistema
delle fonti, con strumenti mirati alla coerenza e alla
certezza.
Dall'inizio di questo decennio si è avviata una seria operazione
di codificazione. Superato il mito della
centralità esclusiva del codice civile, si è passati ai codici di
settore, sulla scorta dell'esperienza francese e tedesca.
Ai codici si è affiancato il taglia-leggi,
avviato nel 2005 e che troverà compimento il prossimo anno. Saranno
abrogate tutte le leggi "inutili" successive al 1° gennaio 1970 (o,
spero, al 1° gennaio 1980). Si tratta di oltre la metà dei 21.691
atti normativi primari vigenti .
In tale ottica, con il decreto-legge n. 112 del 25 giugno 2008
(convertito dalla legge n. 133 del 6 agosto 2008) abbiamo già
provveduto ad abrogare
esplicitamente 3.370 leggi e,
implicitamente, 3.673 per un totale di 7.043.
Ora - anche alla luce dell'obbligo europeo di ridurre il 25%
degli oneri amministrativi entro il 2012 - stiamo portando avanti
il parallelo processo di riordino e codificazione lavorando con i
singoli Ministeri, analizzando la portata dei costi
burocratici e consultando i destinatari
delle norme, anche mediante i rappresentanti istituzionali dei
settori (la consultazione rappresenta una utile verifica della
fattibilità delle riforme oltre che un'importante forma di recupero
della democraticità).
Il nostro obiettivo è anche quello di recuperare e
garantire la conoscibilità e la certezza della
legislazione vigente attraverso la creazione di una banca
dati pubblica, unica e gratuita, che metta a disposizione
di tutti le leggi vigenti.
Inoltre intendiamo porre un filtro all'attività legislativa
futura. Le nuove leggi dovranno rispondere ai requisiti della
'better regulation': meno scrivi,
meglio scrivi.
La politica di semplificazione è una strategia che aiuta a
rendere più leggibile e fruibile il quadro di regole del Paese, a
garantire un livello di tutela adeguato senza oneri inutili, a
scrivere una legge solo dopo avere accertato che i suoi benefici
sono superiori ai suoi costi.
Il nostro impegno è che il processo di semplificazione
normativa si traduca in una reale semplificazione della vita dei
cittadini. Semplificazione, in fondo, vuol dire
democraticità.
Comunque, un' analisi esaustiva delle politiche di
semplificazione, finalizzate anche al riassetto normativo, è in
corso presso la Commissione per la Semplificazione Normativa, nella
quale il Ministro Calderoli ha tenuto un'audizione il 10
luglio scorso.